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| Informazione, riflessione e documentazione su fatti ed atti politici, amministrativi, culturali e sociali nazionali e locali di attualità Referendum abrogativi regionali sui costi della politica in Abruzzo e Proposta di Legge di iniziativa popolare quale "procedimento e metodo democratico" |
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INTERVENTO: Le cause e le responsabilità dei disastri “naturali ed artificiali” che in questi giorni si stanno abbattendo sull'Abruzzo, in Provincia di L'Aquila sulle abitazioni ed in Provincia di teramo sui fiumi e sulla viabilità, sono state “per tempo” tutte previste e denunciate, ma nessuno è intervenuto per prevenire gli effetti e ridurre i danni.
Come “testimone, sopravvissuto” di tutta una serie di vicende che oggi “manifestano” gli effetti più drammatici e palpabili, in un nefasto combinato disposto con il terremoto, ho cercato di fare anche io il mio dovere “civico”, ma quasi nessuno mi ha dato ascolto, così come nessuno a preso in seria considerazione gli allarmi lanciati dall'allora Procuratore della Repubblica di Pescara Dott. Enrico Di Nicola, oggi a Bologna. Già il compianto Prof. Sergio Turone, giornalista, studioso e politico, abruzzese di adozione, ha raccontata la “Politica ladra”, dall'unità d'Italia, ai primi del '900 e fino agli anni 1992-93 di mani pulite e di tangentopoli, anche nella nostra Regione, guadagnandosi un “completo ed indegno” isolamento politico ed umano. E' proprio al seguito del Prof. Turone e di Marco Pannella che dagli anni '90, specialmente come Parlamentare abruzzese, ho denunciato a chi di dovere “testualmente” quanto segue:
Una cosa che ricordo, e che sta agli atti “pubblici”, sono gli appelli lanciati da alcuni “politici e magistrati coraggiosi” sin dagli inizi anni '90, fortunatamente ripresi e rilanciati in Parlamento e dalla stessa Commissione antimafia dopo la visita in Abruzzo effettuata nel 1993: come mai oggi ci ritroviamo, dopo 16 anni ormai trascorsi, in una situazione prossima al terribile? Tranne rarissime e dignitose eccezioni “nessuno” ha ripreso, rilanciato e pubblicato in 16 anni ciò di cui parlava e denunciava, inascoltato, l'allora Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pescara Dott. Enrico Di Nicola: cioè, affermazione testuale messa agli atti della Commissione antimafia del 1993, “della presenza in Abruzzo ed in particolare lungo la fascia costiera e nella Marsica, di una illegalità diffusa a livello economico con un giro di affari miliardario e una illegalità amministrativa in un'area che assorbe il 70 per cento dell'attività complessiva della Regione”. Chi si sente assolto ed è senza peccato di omissione, scagli la prima pietra! Ci troviamo così, proprio oggi, in presenza di un terremoto e di una ricostruzione, di fronte ad ipotesi di gravissimi reati amministrativi ed ambientali contestati sì dalla Magistratura, ma al cospetto di un “silenzio interessato e colpevole” di molti Parlamentari e Consiglieri regionali abruzzesi, di politici e di importanti istituzioni locali di fronte al quale si rischia seriamente di non arrivare all'accertamento completo della verità dei fatti, degli atti e delle responsabilità. Molti Parlamentari, Consiglieri e Assessori regionali, provinciali e comunali ed i loro partiti “di riferimento”, oltre a “ignorare” le più serie e significative testimonianze per la legalità, non affrontano mai di petto la “realtà abruzzese” quale essa è effettivamente e quale risulta dalle indagini in corso da parte della Magistratura: questi hanno fatto e fanno finta di nulla e, nonostante quello che è successo al vertice della Regione, continuano ad atteggiarsi come padroni della spesa pubblica, della informazione, della politica e della cosiddetta Società Civile organizzata. Alta e forte si è levata invece la voce, ignorata e quasi solitaria, del Movimento Città per Vivere e di alcuni Cittadini “profondamente indignati”. Essi si sono assunti la responsabilità di promuovere direttamente “specifiche e chiare” iniziative referendarie e riformatrici per tentare di ridurre e contrastare dal basso la corruzione, i costi della politica, la commistione tra affari e politica, gestione e amministrazione della cosa pubblica: il “silenzio interessato e parimenti colpevole” della stessa “opinione pubblica” e fin anche di importanti istituzioni locali e di una parte significativa degli organi di informazione, è sotto gli occhi di tutti: esso è, purtroppo, un “segnale preciso” di infiltrazione e sotterraneo radicamento di atteggiamenti e comportamenti che “favoriscono oggettivamente” l'isolamento politico e la sconfitta, anche elettorale, di coloro che si espongono in prima persona, ma che ciò nonostante resistono, resistono, resistono e non si arrendono, rifiutandosi, per dignità, di partecipare alle varie “passerelle” durante le quali, si dà l'impressione che stia cambiando qualcosa mentre invece, da diversi anni, non cambia proprio nulla. Quella parte più illuminata della “opinione pubblica abruzzese” è seriamente e drammaticamente sconcertata e sbandata, sembra indignata e pare insorgere da un momento all'altro, ma non ha la forza ed il coraggio, nemmeno adesso, di esporsi. Riusciremo, in queste drammatiche circostanze, a restituire almeno ai giovani la fiducia nella vita, nello studio e nel loro futuro? | ||
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